
Il concetto di cura è ampio e complesso, così come le sue svariate accezioni: curare un bambino (nel senso di tenerlo d’occhio, vigilare), curare un malato (nel senso di guarire), curare una mostra (nel senso di coordinare, portare a buon fine), curare l’insalata (nel senso di pulire), ecc.
La parola cura porta con sé la premura e l’impegno costante nel provvedere a qualcuno o a qualcosa.
Ma possiamo dedicarci agli altri solo nella misura in cui abbiamo un occhio di riguardo nei nostri confronti. Come fare? Di cosa prendersi cura? Il workshop LA CURA DI SE’ vuole fornire alcune strategie per rispondere a queste domande che celano un contesto di sviluppo personale e professionale davvero stimolante: la cura di sé è l’elemento che regola la relazione tra il sé e l’esterno.
Poichè la nostra persona ha delle caratteristiche peculiari ed è inserita in un certo ambiente, è importante tener conto di tutti i suoi aspetti. Curare il corpo, in primo luogo, assicurandogli tutte le attenzioni di cui necessita significa garantirgli la possibilità di muoversi e ricrearsi. Altrettanto indispensabile è il prendersi cura della propria mente, garantendole sempre la possibilità di godere di una certa “salute”. Quotidianamente la tempestiamo di preoccupazioni e tensioni che la sovraccaricano rischiando di farla “esplodere”. Per evitare i danni psico-somatici e relazionali dobbiamo considerare le sue esigenze imparando a non assecondare sempre il nostro bisogno di razionalizzare e capire tutto.
Corpo, mente e spirito sono distinti ma uniti poiché si influenzano, si rinforzano e si inibiscono a vicenda. Il prendersi cura di sé, che implica anche la cura per l’ambiente nel quale viviamo, non è fine a se stesso, ma è il trampolino di lancio per amare gli altri. Infatti possiamo ascoltare, capire, aiutare, voler bene a chi ci sta accanto nella misura in cui facciamo tutto ciò nei nostri confronti.
L’obiettivo dell’evento è aiutare i partecipanti nella comprensione e sperimentazione della CURA DI SÉ per migliorare il mondo delle relazioni personali e professionali.
Il workshop si articola in quattro movimenti: ogni percorso rappresenta una via di sperimentazione e consapevolezza della CURA DI SÉ:
1. Percepirsi. La prevenzione e la cura di sé nella pratica di gruppo: 30 anni di riflessione filosofica e percorso esperienziale.
L’intervento sarà interamente gestito da Majid Valcarenghi, che in quanto Master del 2006, aprirà le attività approfondendo il tema dell’evento sulla base della sua esperienza. L’intervento dimostrerà come avere cura di sé utilizzando metodi alternativi: conoscere e conoscersi è un modo per creare e produrre benessere e relazionarsi in maniera positiva e proattiva.
2. Ascoltarsi. Alla ricerca della nota dominante e delle “vibrazioni” interiori.
L’azione dei suoni sull’essere umano è molto profonda in quanto la nostra costituzione interiore è conformata come un vivente strumento musicale, le cui corde, vibrando, riproducono le armonie e la musica del cosmo, risuonando nell’elemento “acqua” del corpo vitale. Con l’ascolto, il cervello ritrova e migliora il suo equilibrio: ogni nota musicale può vibrare in risonanza con particolari parti del corpo. Nicola Artico, testimonial di questo secondo movimento, utilizzando il tandoor, aiuterà i partecipanti a scoprire e ad individuare la nota unica ed esclusiva di ogni persona. L’ascolto guidato di questa nota produce un effetto terapeutico che può incrementare il benessere personale e sociale.
3. Guardarsi. Viaggio individuale attraverso la narrazione libera.
La narrazione, scritta e orale, è una modalità comunicativa da sempre utilizzata dall’uomo per codificare e tramandare le sue esperienze di vita nel corso della storia: promuove il cambiamento del nostro stile cognitivo creando uno spazio di riflessione, utile a ricostruire e ordinare la sequenza dei ricordi e favorisce la comprensione e quindi l’interpretazione dei vissuti. Scopo del narrare è dare forma al disordine delle esperienze: permettere ad una persona di raccontarsi, significa darle la possibilità di realizzare un punto di vista chiarificatore di sé, di ripercorrere con il pensiero la propria esperienza e di cercare le parole migliori per esprimerla e connotarla di uno spessore emotivo. La narrazione è un racconto che “trasforma”: Andrea Ceriani guiderà i partecipanti a ritrovare il benessere personale attraverso l’uso di questo strumento.
4. Sentirsi. Estendere la conoscenza del corpo e della mente sperimentando l’Aikido.
Scopo dell’Aikido è allenare la mente e il corpo, formare persone oneste e sincere (Morihei Ueshiba). Praticare semplici esercizi, per rilassarsi e per avere consapevolezza su mente e corpo, crea un benessere generale che può aiutare le persone ad affrontare in maniera attiva percorsi personali e professionali difficili riuscendo a gestire lo stress imposto dai ritmi della vita quotidiana. L’aikido è un’antica arte marziale di difesa che incorpora eleganza di movimento, consapevolezza corporea e sensoriale: un maestro dimostrerà l’utilizzo dell’Aikido come fonte energetica per la gestione dei ritmi quotidiani che spesso causano ansia, stanchezza e affaticamento e che riducono notevolmente la possibilità di investire al meglio le proprie risorse personali.
Il quarto ed ultimo movimento coinvolgerà i partecipanti in attività alla ricerca di un benessere profondo attraverso il movimento, la visualizzazione e l’incontro con simboli antichi e moderni.